Capelli e nuovi inizi.

Non stavo guardando i vestiti in quella vetrina, solo i miei capelli: sbiaditi, appiccicaticci, rovinati. Non riuscivo a ricordare l’ ultima volta che li avevo spazzolati. I miei capelli stavano lì a scrutarmi con aria di rimprovero: “Quand’ è che ti sei dedicata cinque minuti? Quand’ è che ti sei comprata un paio di orecchini? Quand’ è che hai intessuto un progetto per te stessa?”. Non lo sapevo, dico sul serio. Chiesi scusa ai miei capelli, alle mie occhiaie, alle mie gambe poco lisce. Chiesi scusa alla mia bocca screpolata ed anche alla mia anima rintanata nel suo vomito.
La vita mi tratteneva per le orecchie, le persone se ne andavano ed io pensavo che trascurare il mio sorriso o la mia chioma fosse un’ ottima punizione.
Non mi ero accorta che stavo punendo solo me stessa, così tutto quello che ho potuto fare davanti a quella vetrina, è stato prendere il cellulare e cercare tra i numeri “Parrucchiera”.
Mica voglio dire che basti farsi una messa in piega per esser felici, ma da qualcosa dovevo pur iniziare.